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MIKHAIL ROGINSKY: OLTRE LA PORTA ROSSA |
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La biennale di Venezia 14. Mostra Internazionale di Architettura- Eventi Collaterali- Venezia, Cà Foscari Esposizioni Quella che si potrà ammirare dal 7 giugno al 23 novembre all'Università Ca' Foscari sarà la prima mostra italiana di Mikhail Roginsky, il cosiddetto "padre della pop art russa". La mostra «Mikhail Roginsky. Oltre la Porta rossa» è organizzata dalla Fondazione Mikhail Roginsky in collaborazione con il Centro Studi sulle Arti della Russia CSAR dell'Ateneo veneziano nell'ambito della 14. Biennale d'Architettura di Venezia. Si tratta di un viaggio privo di uno schema consequenziale, deputato a semplificare la comprensione dell'opera di Roginsky. L'artista è presentato in tutta la sua ampiezza creativa e l'unità del quadro generale non si basa sull'elemento cronologico ma sul materiale visivo della mostra. Dallo spazio con le nature morte semiastratte sugli scaffali, che superano la figuratività, lo spettatore passa verso una natura morta minimalista rappresentata da semplici «ritratti» di oggetti semplici, incrollabili nella loro plastica certezza. Dalla sala con i grandi lavori acrilici su carta, che simulano l'imperturbabilità della pittura «alta» e interpretano in modo ironico i suoi generi principali, lo spettatore entra nell'alterato,suggestivo mondo dell'espressionista, che tenta di dare voce urlata, per mezzo dell'arte, al tormentato processo di perdita dell'armonia. Il tutto lungo 8 sezioni in cui le 120 opere sono presentate insieme ad un ampio corredo di immagini fotografiche e video (molti inediti). A documentare un percorso che prende avvio dal momento in cui l'artista fa nuovamente ricorso all'abc della pittura, ricercando i colori puri e mischiati, le correlazioni tra i volumi, il ritmo compositivo. Per approdare alla fase conclusiva della su ricerca e della sua stessa esistenza. Quando i frequenti rientri in patria stimolano un nuovo cambiamento nella sua pittura. La Mosca sovietica e post sovietica acquisisce lo stesso valore di fatto artistico che ebbe Parigi per gli Impressionisti o la profonda America per Edward Hopper. La Mosca di Mikhail Roginsky, un mondo ispirato dalla sua memoria e immaginazione, spinge lo spettatore alla «riconoscibilità» di luoghi, situazioni e personaggi concreti. Stimolando chi guarda a percepire le tele bidimensionali come un corrispettivo della realtà.
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| Uscita nr. 61 del 20/09/2014 | ||